I portuali non lavorano per la guerra!

 

 

Genova, 27 settembre: incontro pubblico con le delegazioni dei portuali europei

 

25.09.25 - Redazione Italia

https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2025/09/csm_assemblea_genova-USB-GENOVA-820x380.png

Comunicato divulgato da USB (in italiano, francese, inglese e spagnolo)

I portuali non lavorano per la guerra!

Da alcuni mesi, i lavoratori e lavoratrici delle banchine portuali in Europa hanno fatto ciò che i loro governi e la UE non hanno voluto o avuto il coraggio di fare: non essere più complici delle guerre e del genocidio dei Palestinesi e si sono battuti contro il traffico di armi diretto in Israele e in altri scenari bellici.

A Marsiglia, Genova, Tangeri, Atene, i lavoratori e lavoratrici hanno impedito tramite mobilitazioni e scioperi il carico e scarico di container contenenti armi o munizioni o di pezzi di macchinari militari.

Proprio a Genova, dove più di 50.000 persone sono scese in piazza per protestare contro il genocidio in Palestina e sostenere il coraggio dei propri portuali e della Flotilla; abbiamo scelto di convocare il secondo incontro del coordinamento di lavoratori portuali europei il 26 e 27 settembre prossimi.

L’obiettivo dell’incontro tra delegazioni dei porti previsto nella prima giornata del 26 settembre è quello di discutere e condividere una prima iniziativa di mobilitazione e di lotta congiunta dei porti europei e mediterranei di mobilitazione sui temi della pace e di contrasto alle guerre.

Il 27 settembre, la giornata vedrà le delegazioni dei portuali coinvolte in un incontro pubblico (dalle ore 10, presso il Circolo CAP – via Albertazzi / Genova) con i lavoratori e lavoratrici coinvolti nella filiera diretta e/o indiretta del trasporto o produzione del materiale bellico, portando avanti il tema dello sciopero del carico e scarico di armi materiale e dell’obiezione di coscienza già lanciata da USB in questo Paese.

NOI NON VOGLIAMO LAVORARE PER LA GUERRA!